Tra voce e parole


Nuto Revelli : quasi più di un ricordo
Marzo 27, 2008, 5:49 pm
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Qualche anno fa se alla sera verso le sei ..le sette andavi al bar Haiti a Cuneo potevi trovare seduto ad un tavolino Nuto Revelli che assaporava un caffè e se non c’erano troppe persone intorno potevi tranquillamente decidere di passare con lui qualche minuto e farti raccontare un po’ della sua vita, era seduto a quel bar praticamente ogni sera dei giorni feriali e come ogni scrittore che si rispetti aveva con se carta e penna ..e talvolta libri e amici scrittori e non con cui condivideva amabili chiaccherate e pareri su tutto, ..ne approfittai qualche volta e da appassionato lettore di suoi libri e vita gli chiesi di raccontarmi a viva voce qual’era stata qualche esperienza che ebbe nel periodo della resistenza sulle montagne del Cuneese dove appunto aveva fatto la vita del partigiano, fu la conferma viva delle tante avventure tragiche e eccezionali raccontate nei suoi libri, ma sentirle narrare con quella lucidità e serietà era davvero un brivido di piacevole ammirato rispetto, avevo difronte un uomo ormai ottantenne che mi parlava della guerra all’invasore germanico come dell’unica soluzione per rimanere liberi e che per sopravvivere aveva vissuto insieme a tanti compagni per mesi sulle montagne, nascondendosi qua e la giorno dopo giorno in baite e fienili, facendo della resistenza l’unica opportunità per liberare il piemonte, l’Italia, dalla morsa tedesca, ..gli chiesi espressamente com’erano questi tedeschi che avnzavano armati nelle valli, .. .. uomini coraggiosi e cattivi allo stesso tempo.. .. mi disse, facevano paura al solo rumore del sentirli arrivare marciando, se ti prendevano non ti lasciavano scampo, eri condannato. Di contrasto, per la legge della sopravvivenza, anche per loro, l’unico tedesco buono era il tedesco morto, unico modo di fermarlo era un colpo in testa, ..e allora, .. potevi ripartire per sentirti vivo un altro pò.. e così quelle sere andavo a trovarlo e condividendo un tavolo mai privo di ricchezza umana ed ebbi la fortuna di conoscerlo meglio, era un uomo unico fiero vero leale, la personalità di un uomo pragmatico e forte, voce suadente e mano ferma, anche se un poco tremante, ho i suoi libri autografati, ogni tanto li apro e guardo la firma, ..sempra impossibile che certe persone possano lasciarci per sempre, .. un giorno gli chiesi, perchè non scrive poesie lei che scrive così bene ?   ..mi guardò e  si mise un pò a sorridere poi disse, non sono capace, non ho mai scritto poesie, .. .. !    …?non ci ho creduto, mille frasi nei libri che ha scritto sono poesia, .. ..era un uomo alto, portava dei grandi occhiali, restava seduto a quel tavolo e ascoltava chi aveva qualcosa da dire, ma una cosa mi e’ parso di capire in quegli incontri,  ..che se ad un certo punto doveva succedere qualcosa, tipo, vorrei restare solo ..o va bene così, ..si voltava verso il barista e chiedeva, ..il solito, e allora, era tempo di andare, e di lasciargli quel tempo che ancora usava per lasciarci pagine e pagine di storia che rimarranno ben oltre, il tempo di una pace soltanto,  ..un grazie di cuore,  .. virgola,  ..non punto        ..   altro è la fine


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