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Certe volte nella vita ti capita di essere spettatore impotente di eventi bizzarri, e hanno di buono che li ricordi facilmente, e facilmente ti ritornano in mente e probabilmente riescono a farti pensare e ragionare su cose che forse non avresti diversamente considerato. Un pò di anni fa ho letto un articolo sul giornale di un barbone trentenne morto a Torino dal freddo sotto i portici, e proprio di qul signore, forse ..ma molto “poco” forse e molto di più “sicuramente” fui testimone degli ultimi suoi momenti di vita, ..ma va’ a pensare che proprio quella sera, quell’ora proprio sotto ai mie occhi avvenne l’irreparabile, ..proprio in quella sera accadde una cosa che attirarò la mia attenzione e via via che osservavo la scena, e che il gatto si rimpiccioliva sempre più per ripararsi un barbone a pochi metri si lamentava da fame o freddo, .. ..da una macchina, parcheggiata nei pressi vidi uscire una donna e prendere il micio sotto braccio, rimase solo l’uomo a terra a lamentarsi, ed evidentemente, ..ci rimase e nessuno tantomeno io, si prese la briga di occuparsi di lui..
Ho visto preferire un gatto ad un uomo
non era troppo in la,
sentivo la voce
e gli sentivo chiedere dell’aiuto
se era la stazione
è perchè
c’erano i treni
..si sentivano i treni
ogni dieci minuti
l’uomo restava allungato sotto una coperta
altre coperte
e non smetteva di dire
vi sto chiamendo
rispondete
rispondete
un pane dal freddo
datemi una mano
bastardi
sentivo la voce
e si vedeva la bottiglia vuota
tra muro e angolo
vuota
si vedeva il vetro trasparente
e non che l’uomo si muovesse, ma chiedeva
almeno per il tempo di quei quattro o cinque treni che sono passati l’ha fatto
Ho visto preferire un gatto
ad un uomo
e non che questo significhi qualcosa
ma il gatto è salvo
si stava bagnando
ed è stato portato via
si sentiva la pioggia
e l’uomo
chiamava
e il gatto
fuori all’aperto sul muro della fermata
era bianco come l’uomo
ma bagnato
con le orecchie basse
e se era la stazione
è perchè c’erano i treni che passavano
e si fermavano almeno ogni dieci minuti
ma verso notte
sempre meno
sempre meno
fino a non sentirne più.
E stata una notte fredda fredda
e sono rientrato col primo giorno d’inverno
e il salto che ho fatto
per evitare l’enorme pozzanghera
davanti a casa
ancora
me la ricordo bane.
2 Commenti finora
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caro umberto, hai lavorato come un pazzo, hai scritto tantissimo! questo post(o) ti assomiglia molto… e mi piace.
Commento di pilli Marzo 29, 2008 @ 10:04 amsempre molto toccanti…le tue poesie…
Commento di silvia Marzo 29, 2008 @ 2:51 pm