Tra voce e parole


L’erba del vicino è sempre più assente.
Aprile 1, 2008, 12:30 pm
Archiviato in: Uncategorized

Non credo più in Dio
da quando vivo tra gli uomini di città.


Troppi.
Esasperati.
Spazi vitali annullati.
Aggressività.
Mancanza di luoghi di ispirazione.
Parole nere.
I poveri muoiono nel grigio
i ricchi nell’acido.
Tempo sottratto.
Fallir vivendo.


Sospetto.
Non si entra più nella casa del vicino.
Marciapiedi.
Rumori.
Solitudine.
Sporco.
La donna inginocchiata
che prega davanti a un bicchiere
è un pezzo invisibile.
Le vetrine illuminate non le danno scampo.
Ma in città si spengono le anime.

Non c’è più la voglia
persa la speranza.
Sospetto.
Perchè fare qualcosa per te ?
Perchè non fare solo qualcosa per me ?
Non credo più in Dio da quando vivo tra gli uomini di città
e non che lui
faccia molto
per far cambiare idea.
Che anche lui viva per caso in città ?
…chiudete le porte
blindate le porte
non dimenticate di raccogliere la merda dei vostri cani

…da lì tra un pò
dovremmo passare noi
che camminiamo a piedi.


3 Commenti finora
Lascia un commento

caro umbi, mi sa che Dio non è mai vissuto neanche in campagna…

Commento di pilli

Ciao gentilissima Pierina, grazie commento mio piccolo blog, .. sai che stavo pensndo alla risposta che mi hai dato .. Dio non è mai vissuto neanche in campagna vero però dobbiamo fare alcune considerazioni, .. in campagna anche se non c’è o non lo trovi sei meno convinto del contrario, sono i tempi stessi e certi colori a farti riflettere diversamente su sta cosa e ancor più, ..posso testimoniare con ricordi personali che certe sere notti a testa all’insù sdraiati in un prato o altro a guardare il cielo e a farci domande le risposte arano leggermente diverse, .. allora c’era il mistero oggi non più, tu in aprile maggio giugno vedevi la vita del diverso che prendeva forma, .. un turbinio di forze avanzavno inesorabili verso tutto ciò che circondva, e anche il più piccolo essere aveva un senso e un ruolo oggi da qua, visto da qua, non c’è nulla di qualcosa di questo ..l’acqua stessa nei canali trasportava foglie bastoni uccelli feriti e ti rendevi conto che l’acqua non doveva mancare, il filo d’erba la radice la volpe ..stavno in vita perchè ancora e ancora..quell’acqua arrivava e da dio potevi aspettarti acqua e sole oggi non pensiamo all’acqua se non solo in funzione dell’uomo e della comodità di poterla dominare, per averne il più possibile, ..le case stesse, ..i vicini, si aprivano, passavi in una strada e c’era la vecchina, l’amico che ti invitavano a bere il caffè e se non era il caffe bastava la sedia in cui sederti magari vicino a un orto , per parlare, e ..si raccontava con tempi e modalità diverse piccoli pezzi di vita da condividere in piccoli quadri privati dove il tuo scambio era far sentire la volta dopo a quella persona ..che aveva unicità e non solo una faccia da accatastare su tante inutili altre, ..gli amici d’infanzia non passano, ..basta un attimo e il gioco è fatto puoi ritrovarli dopo anni e in un momento senti di essere dinuovo con loro quello che eri, .. ecco la natura e dio ..che fa sentire a tutti i viventi di quei luoghi loro e sempre loro confidenti alla natura .. ..acqua sole notte ecc come sempre son stati, .. ..noi no, noi qua abbiamo tolto il bisogno il normale ed è rimasto… il disastro finte conoscenze finte amicizie finte risposte finti innamoramenti finte strade da percorrere finti alberi d’aria, .. ecco che Dio è assente, più assente di come dovrebbe assere .. guarda la valle guarda i filari dei vigneti, guarda un viale alberato con la strada di terra, guarda i castagni gli olmi i faggi di un bosco ..e ti accorgerai che tu li stai davvero guardando, guarda la città ..e aimè ..ti accorgerai che non c’è nulla davanti ai tuoi occhi, .. i piccoli cani nell’erba, i lunghi rosari nelle case di pietra, i vestiti a fiori senza forma le fave selvatiche i cespugli la pace ..dove sono ? . vivo, per quanto posso, vivo ma cos’è questa torre che ci schiaccia ? .. il mondo è un labirinto desiderato e quando ci stai dentro un pò hai la consapevolezza di doverti riempire di qualcosa per non lasciarti vuoto, certe vite non hanno bisogno di questo, possono raccogliere bacche e leggere un libro e aver esaurito il proprio volume, allora si chiudono occhi e gambe e si dorme e ..nessun suono malato che li sveglierà. ..Mi sto preparando all’esodo, cerco terra da far conquistare alla natura per sentirmi il padrone, se ci riuscirò forse le cose cambieranno, e saranno certi palazzi a mancarmi ..ma non credo proprio, e se comunque dovesse proprio succedere ..ci sarà comunque un Dio assente che potrà aiutarmi a superare meglio certi momenti, .. intanto, voglio credere che laggiù dove raccoglievo ortiche e tagliavo edere per non far morire gli alberi qualcosa di buono e di divino succeda ancora, anche senza di me e il mio egoismo a dettare le regole, ..cosicchè presto, si possa riprendere a scivolare sui declivi delle montagne e ritrovarsi coi pantaloni da lavare per un pugno di more, ..ma che sapore averle raccolte con le proprie mani, ..e averle condivise con te..che neanche avresti voglia di fare due metri perchè troppo ripido. ..Gentilissima Pierina, buona serata..

Commento di umbertoginanni

se proprio abbiamo bisogno di un Dio facciamolo a nostra immagine e somiglianza, facciamo che siamo NOI quel Dio che tanto ci occorre… è solo un espediente, ma a volte funziona.
In quanto alla natura che descrivi è anche essa ingannatoria, solo che la sua crudeltà la porta bene, come una donna in carne che sa nascondere i suoi difetti…

Commento di pilli




Lascia un commento
Interruzioni di linea e paragrafo automatici, indirizzo e-mail mai mostrato, HTML permesso: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>